Il Tribunale di Santa Maria di Capua Vetere ha rigettato la proposta della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli

Buone notizie per l’imprenditore Sammarinese Flavio Pelliccioni. Con provvedimento notificato a novembre 2017 il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha rigettato la proposta della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli di misura di prevenzione della sorveglianza speciale e della confisca dei beni nei confronti del Pelliccioni.

Pelliccioni era stato arrestato dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Napoli nel 2011 in seguito ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip nei confronti di 57 indagati, accusati a vario titolo di reati quali associazione a delinquere di tipo camorristico, truffa ai danni dello stato ed estorsione – reati aggravati dalla finalità di agevolare il clan camorristico dei Casalesi.

Pelliccioni era stato già prosciolto in sede di udienza preliminare dai reati di concorso esterno in associazione a delinquere di tipo camorristico e di riciclaggio e venne rimandato a giudizio per falso e truffa, accuse cadute in prescrizione. Tuttavia la DIA di Napoli aveva richiesto in misura preventiva la sorveglianza speciale e il sequestro dei beni.

In seguito alle richiesta erano stati apposti nel 2015 sigilli a beni per un valore di oltre cinque milioni di euro, tra i quali una villa con piscina e le quote societarie di due imprese. Beni che sono ora stati restituiti all’imprenditore sammarinese e che comprendono tra l’altro una villa con piscina.

Sebbene “esistano elementi a carico di Pelliccioni” scrive il Presidente del Tribunale Massimo Urbano nel provvedimento, “essi appaiono insufficienti a ritenere incardinata la pericolosità, sia pure storica del proposto, requisito necessario per l’adozione di misure patrimoniali”.

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