Per circa un anno e mezzo era riuscito a rimanere sotto I radar delle forze dell’ordine, che lo cercavano per applicare una condanna a 24 anni di carcere per traffico di sostanze stupefacenti, con le pene accessorie dell’interdizione legale, l’interdizione dai pubblici uffici perpetua ed anche una condanna alla misura di sicurezza della libertà vigilata di 3 anni da espiare a fine pena.
Gli affari di A. nel campo degli stupefacenti avevano anche ramificazioni internazionali, sopratutto in Germania dove operava sotto il falso cognome ‘Botta’.
Originario di Benevento, A. era in passato stato accusato di aver partecipato al sequestro di Gianluca Grimaldi, figlio degli armatori Grimaldi di Napoli, rapito il 2 Dicembre 1980. Per quel sequestro all’epoca fu pagato un riscatto di due miliardi di lire, ma la condanna del tribunale è arrivata solo nel 2005, quando A. (in quel periodo un personaggio molto influente nella zona settentrionale di Napoli) fu condannato a 18 anni di reclusione assieme a Gaetano R. e Giuseppe M., boss del clan Mallardo.
Salvatore A., che tempo fa fu colpito dall’ictus, è stato trasportato dal suo rifugio fino all’auto della polizia, sulla sedia a rotelle, spinta dagli agenti.
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