L’inchiesta, coordinata dal procuratore di Palermo Leonardo Agueci e dai pm Francesca Mazzocco, Caterina Malagoli ed Ennio Petrigni, cui è seguito il Maxi-blitz, ha ricostruito la vita criminale degli ultimi anni di uno dei più potenti mandamenti mafiosi cittadini e le tradizionali attività di lucro di Cosa Nostra, riscontrando inediti contatti con cellule criminali provenienti da altre organizzazioni.
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L’operazione, condotta dalla squadra mobile del capoluogo siciliano, con gli agenti di Milano, Napoli e Trapani, e i poliziotti del reparto prevenzione crimine Sicilia occidentale è riuscita a ricostruire i contatti con altre importanti organizzazioni criminali ed in particolare il ruolo di Bruno N., adesso in manette.
Il Capomafia palermitano, un uomo dei Graviano è stato incastrato grazie alle intercettazioni effettuate in un magazzino dalle quali risultava che Bruno riceveva i commercianti per ottenere da loro pizzo senza sospettare che quella stanza fosse imbottita di cimici.
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A finire in manette anche Filiberto P., cantante neo melodico, molto noto nel capoluogo siciliano quale animatore di feste di piazza ed altri 17 arrestati i cui nomi sono ora noti.
Un blitz che, a detta degli inquirenti, ha fatto emergere la presenza di un contesto in cui anche chi non fosse formalmente affiliato od organico a Cosa Nostra, riusciva ad ottenere molteplici interessi criminali ed economici