Oggi il Tribunale di Reggio Calabria, su proposta della Direzione Distrettuale della locale Procura della Repubblica – Sezione Misure di Prevenzione, ha firmato i sigilli per ville di pregio a Rosarno (RC) e Monzambano (MN), un appartamento e un autorimessa a Albano Sant’Alessandro (BG) e alcune autovetture. Ma lo smacco principale e’ avvenuto con il sequestro dei patrimoni aziendali della “Omnia Calcestruzzi”, con sede a Rosarno, attiva nel settore della produzione e lavorazione di materiale inerte, e della “New Orchidea”, con sede a Cologne (BS), operante nel campo della ristorazione. Sigillati anche vari conti correnti e polizze assicurative.
Come riporta Il Dispaccio, “l’attività investigativa aveva dimostrato la perdurante operatività della cosca Bellocco, sodalizio rosarnese inserito nell’organizzazione unitaria denominata ‘ndrangheta, e il radicamento della stessa non solo sul territorio calabrese, ma anche in Emilia Romagna e in Lombardia, con collegamenti anche fuori dal territorio nazionale, precisamente in Svizzera.”
I beni sequestrati — tutti intestati a prestanome — sono riconducibili a Michele Bellocco, boss reggente dell’omonima cosca, Umberto Bellocco, classe ’83, e stella nascente del clan, due “messaggere” della cosca e altri uomini di fiducia del sodalizio mafioso.
Di Cecilia Anesi e Giulio Rubino