G. Nuvoletta, tradotto subito in carcere assieme ad altri due affiliati in concorso, è accusato di associazione mafiosa e traffico internazionale di sostanze stupefacenti, oltre che al riempiego (e il trasferimento fraudolento di valori, 12 quinquies) dei proventi della droga, accusa – quest’ultima – che tocca anche altre sette parenti stretti che avevano seguito G. a Milano e lo avevano aiutato a costruire il ponte nordico.
Si perché, spiega il Capo Ufficio Operazioni del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano che ha coordinato l’operazione „Mozzara“, G. si era portato a Pogliano Milanese tutta la famiglia, lasciando sui territori storicamente controllati dai Nuvoletta a Napoli Nord (Marano e Chiaiano) e nel casertano solo gli allevamenti e le aziende casearie che fornivano il flusso ininterrotto di mozzarelle che G. Nuvoletta vendeva tramite una serie di ristoranti e negozi a Pogliano Milanese e Baranzate, in provincia di Milano.
La società principale usata dal figlio del boss – ora sigillata da un sequestro preventivo – è la Amozzarella Srl, proprietaria dell’omonimo ristorante ‘catena’ presente a Pogliano e Baranzate. „Cucina napoletana verace“, dice il sito web del ristorante, il cui slogan e’ „Amo-zzarella“, ovvero „amo la mozzarella“. E G. Nuvoletta la amava per forza. Per l’accusa e’ proprio l’oro bianco caseario ad avergli permesso di ripulire i soldi guadagnati grazie al traffico di oro bianco stupefacente, la droga – per milioni e milioni di euro.
G. Nuvoletta ha alcuni precedenti minori, ma viene per la prima volta imputato per 416bis (associazione mafiosa) e traffico di droga, nonostante figlio del noto boss Lorenzo. Era per questo che non si era preoccupato troppo di nascondersi. Questa spavalderia gli è costata cara perché il Gruppo Investigazioni Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Tributaria di Milano andando a ritroso come i gamberi, e cioe’ partendo dal tracciare il capitale che l’uomo stava investendo in Lombardia e cercando di tracciare l’origine dei fondi, avrebbe scoperto come G. altro non faceva che reimpiegare il denaro del Clan tramite attività lecite come ristoranti e vendita di mozzarelle.
Le indagini – partite dalla Procura di Milano e trasferite per competenza alla DDA di Napoli – hanno per la prima volta ricostruito la storia criminale di G. Nuvoletta, dimostrando la sua organicità al Clan e la sua posizione di spicco nella nota famiglia camorrista del napoletano anche come presunto narcotrafficante.
Contestualmente all’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, la Guardia di Finanza sta procedendo al sequestro preventivo — nelle province di Milano, Napoli e Caserta — di beni immobili e terreni, autoveicoli, conti correnti, complessi aziendali cavalli da corsa e capi bufalini, per un valore complessivo di circa 13 milioni di euro.
Di Cecilia Anesi e Giulio Rubino