Mafia (IT)

Arrestato Latitante del clan Cursoti

Stava scontando una condanna a 30 anni di galera, per associazione mafiosa e omicidio. Paolo Balsamo, classe 1965, alias Sucasangu-Buttafuoco, è stato individuato dagli uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Catania e bloccato mentre era pronto a lasciare la città in treno.

von Cecilia Anesi , Giulio Rubino

dia-2

Era latitante dalla metà di giugno, quando era riuscito a far perdere le sue tracce fuggendo dalla cooperativa sociale „Sammartini“ di Bologna, dove faceva servizio da operatore volontario. Godeva infatti di un regime di semi-libertà che gli permetteva di uscire per lavorare, ma si sarebbe dovuto presentare al carcere di Bologna al termine del suo turno.

Balsamo aveva partecipato nei primi anni novanta alla guerra di mafia fra il clan „Laudani“ ed il clan „Cappello“, militando nelle file di quest’ultimo. Nel 1991 era stato l’esecutore materiale dell’omicidio di Carmelo Murabito, strangolato col filo del telefono e poi bruciato. Nello stesso anno Balsamo era ‘migrato’ al clan „Cursoti“ finendo sotto l’ala dei boss Rosario Pittarà, Antonio Giustolisi e Salvatore Privitera, alleati della frangia milanese del clan, capeggiata da Jimmy Miano.

CORRECTIV ist spendenfinanziert!

CORRECTIV ist das erste gemeinnützige Recherchezentrum im deutschsprachigen Raum. Unser Ziel ist eine aufgeklärte Gesellschaft. Denn nur gut informierte Bürgerinnen und Bürger können auf demokratischem Weg Probleme lösen und Verbesserungen herbeiführen. Mit Ihrer Spende ermöglichen Sie unsere Arbeit. Jetzt unterstützen!

Nel 1991 più volte Balsamo aveva cercato di proporsi come ‘pentito’ e collaborare con la giustizia, ma per gli inquirenti si era dimostrato inaffidabile.

La sua fuga è finita in Calabria, per la precisione a Rossano, in provincia di Cosenza. Le autorità lo aspettavano, e tenevano d’occhio attentamente la cittadina. Alla fine lo anno individuato in una macchina vicino alla stazione, dove lo avevano accompagnato da due donne, una delle quali proprietaria dell’automobile. Circondato, non ha opposto resistenza ed è stato riportato dietro le sbarre, dove già lo attendevano altri 17 anni da scontare.