Si nascondeva tra i bagnanti ignari. Anzi, in realtà non si nascondeva proprio, sicuro che la sua copertura avrebbe retto. Quando i poliziotti lo hanno bloccato tra gli ombrelloni, non ha opposto resistenza, realizzando ormai che la sua fuga e la sua estate al mare erano entrambe terminate.
Nell’appartamento affittato gli inquirenti hanno trovato 3.500 euro in contati, varie pennette usb, schede sim e cellulari.
Ammendola era ricercato per estorsione aggravata dal metodo mafioso, associazione per delinquere di stampo mafioso e riciclaggio. Era stato condannato a 14 anni di carcere il 22 luglio scorso dal Tribunale di Napoli durante il processo contro i capi del clan Contini.
Dopo l’arresto in Spagna dei boss Patrizio Bosti e Paolo Di Mauro, entrambi incarcerati, Ammendola era ormai a tutti gli effetti il reggente del clan Contini della Camorra napoletana, radicato nel rione Vasto e in alcuni quartieri del centro di Napoli. Il clan Contini è oggi alleato con i Licciardi e i Mallardo nel cosidetto cartello dell’ „Alleanza di Secondigliano“.