Mafia (IT)

Nuova confisca da 45 milioni al „Re delle Slot“

Lo chiamano “Il Re delle slot machines”:  Antonio P., anni 62, di Catania, è infatti uno dei principali imprenditori italiani del settore del gioco d'azzardo: principalmente slot machines e sale gioco ma anche affidamenti per lotterie e scommesse a distanza.

von David Schraven , Cecilia Anesi , Giulio Rubino

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Padovani, è già noto alle croncache giudiziarie: condannato in primo grado dal Tribunale di Gela per la sua vicinanza alla famiglia nissena di Giuseppe „Piddu“ Madonia nel 2011, aveva subito al tempo un primo maxi sequestro di beni del valore di 40 milioni di euro.

Ma il „Re Mida delle slot“ si è visto oggi sequestrare beni e asset per altri 45 milioni di euro dalle Fiamme Gialle di Caltanissetta.

L’iter giudiziario di sequestro era iniziato a Dicembre 2011, quando il Tribunale di Caltanissetta ne aveva firmato il decreto. Ed è stato il G.I.C.O., nucleo dedicato alla lotta alla criminalità organizzata, che dopo avere ricostruito la totale rete degli asset del P. grazie al software investigativo Molecola, gli ha oggi confiscato altre 16 società a Catania, Roma e Modena, oltre a 40 depositi bancari a Milano, Roma, Biella, Padova, Siena, Lecce, Palermo e Ragusa, intestati in alcuni casi a dei prestanome.

Confiscati inoltre beni immobili nella provincia di Catania, tra cui due ville con piscina dal valore di 4 milioni di euro, numerose auto e una barca da diporto di 40 metri.

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P. è stato anche indagato dalla DDA di Napoli nell’ambito dell’indagine „Hermes“, che lo vedeva in strettissima correlazione con l’imprenditore campano Renato G., suo corrispettivo in Campania, il quale secondo l’accusa avrebbe stretto accordi con la Camorra dei Casalesi per la gestione di sale da bingo e slot machine.

Per gli inquirenti, P. sarebbe una figura chiave. Il Gip che firma l’ordinanza di custodia cautelare a Napoli lo definisce „uomo di mafia: egli si presta, per il clan di appartenenza, nel medesimo settore delle slot dove opera da tempo, garantendo anche attraverso la compiacenza di funzionari infedeli, l’ottenimento delle concessioni e curando l’apertura di sale intestate a terzi, ma in realtà riconducibili ad interni alla cosca“.

Gli affari di P. nel mondo del gioco d’azzardo sono estesi anche al di fuori dei confini nazionali, ma i sequestri del patrimonio sono per ora tutti italiani.

Cecilia Anesi, Giulio Rubino